Capitolo 7 - PARACADUTE D'EMERGENZA E STRUMENTI

GLI STRUMENTI

Prima o poi giunge per tutti il momento di chiedersi se sia il caso di affrontare ulteriori spese per l'acquisto degli strumenti di volo.

Le opinioni non sono concordi: vi è chi sostiene che, volando sempre senza strumenti, si affinano le capacità di valutazione e, effettivamente, esistono piloti anche molto bravi, che non li usano nei loro voli "normali". D'altro canto, tutti coloro che fanno gare li impiegano: è dunque verosimile che gli strumenti possano dare un contributo al miglior sfruttamento delle condizioni esistenti.

In ogni caso è indispensabile (programma d'esame!) conoscerne, sia pur a grandi linee, il funzionamento ed i limiti.

L'ALTIMETRO


Figura 7-2. L'altimetro (barometro) permette di leggere le variazioni di pressione come variazioni di altitudine.

L'altimetro è un misuratore di pressione (quindi un barometro) che si fonda sulla diminuzione della pressione con l'aumentare dell'altezza. Poichè la pressione atmosferica varia da zona a zona e di giorno in giorno sarà necessario tarare l'altimetro prima di ogni volo impostando un'altezza nota. Dentro all'altimetro vi è una capsula (aneroide) nella quale è stato fatto il vuoto: essa non "collassa" perchè una molla, al suo interno, la mantiene distesa.

Eventuali diminuzioni di pressione aumentano la distensione della molla, mentre gli aumenti pressori la comprimono ulteriormente. Un trasduttore, collegato con la molla stessa, registra i vari movimenti e li rende visibili su di un quadrante; gli strumenti moderni hanno un trasduttore che è in grado trasformare il movimento in energia elettrica e che "pilota" un lettore digitale su cui compaiono i numeri.

REGOLAZIONI POSSIBILI

Le norme di circolazione aerea prevedono che l'altimetro possa essere regolato secondo standard differenti, che è necessario comprendere bene.

QFE
Detta anche altezza, è la regolazione che si ottiene ponendo come zero l'altezza dell'atterraggio previsto (indipendentemente dalla quota assoluta di quest'ultimo). Dal quel momento l'altimetro indicherà l'altezza relativa all'atterraggio stesso (per tenere a mente la sigla è molto utile fingere che voglia dire "Quota Filo Erba", anche se, naturalmente, questa non è sua la vera origine).

QNH
Detta anche quota od altitudine, è la regolazione che si ottiene ponendo come zero il livello del mare (oppure regolando lo strumento su un'altezza nota: ad esempio, decollando da una cima alta 1750 metri s.l.m. e ponendo l'altimetro a tale cifra). Dal quel momento l'altimetro indicherà la quota reale.

QNE
Poco rilevante per noi, la regolazione QNE serve ai velivoli per stabilire i livelli di volo: l'altimetro viene posto a zero per una pressione standard di 1013.2 mb. È un metodo poco preciso per conoscere la quota reale (la pressione non è mai standard) ma, se tutti gli apparecchi in volo lo utilizzano, sarà possibile stabilire rotte che tengano quote effettivamente distanti tra loro.

Variazioni di pressione
Per voli brevi, compiuti in una stessa zona, è in genere sufficiente effettuare una sola regolazione prima del decollo. Facendo lunghi voli di distanza, invece, bisogna ricordare che la pressione varia nei diversi luoghi e con il passare del tempo: risulteranno quindi alterate anche le altezze indicate, e sarà necessario effettuare ulteriori regolazioni. Un solo aspetto è molto rilevante per il Volo Libero, anche locale: la possibilità di prevedere l'arrivo di un fronte freddo (spesso temporalesco) che, come sappiamo, è preceduto da un rapido ed evidente calo pressorio. Se, dopo aver regolato il nosto altimetro ed aver iniziato il volo, ci accorgiamo che l'altezza (o la quota) riportata è maggiore di quella desumibile da altre indicazioni (l'altimetro segna una quota superiore all'altezza della montagna, mentre stiamo volando più bassi di questa) è necessario raggiungere rapidamente un atterraggio sicuro: con ogni probabilità è in arrivo una sgradita sorpresa.

IL BAROGRAFO

È semplicemente un "registratore", collegato all'altimetro, in grado di memorizzare e di tracciare su carta le variazioni di pressione (e dunque di quota) rilevate durante tutto il volo.
In genere si compone di due parti: una, relativamente piccola e leggera, da portare in volo, ed il dispositivo di stampa, ben più ingombrante da utilizzare una volta tornati a terra.


  
Figura 7-3. Registrazione barografica di un volo: sono riportate le quote ed i tempi.

   Figura 7-4. Il variometro, un misuratore delle variazioni istantanee di pressione.

IL VARIOMETRO

È uno strumento incredibilmente sensibile, in grado di capire e segnalare se stiamo salendo o scendendo, e con che velocità verticale (generalmente misurata in metri/secondo o in piedi/minuto). Esso misura, infatti, le variazioni istantanee di pressione (e non la pressione in sè).

Al suo interno esiste un recipiente a tenuta stagna (bottiglia di espansione), collegato ad una aneroide (identico a quello barometrico); un capillare, poi collega il sistema con l'esterno.

La funzione del capillare è quella di rallentare l'ingresso e l'uscita d'aria nel sistema impedendo che, in caso di variazioni pressorie, l'equilibrio venga raggiunto immediatamente. Grazie a questo fatto, quando la pressione esterna cambia rapidamente (come durante la salita o la discesa), l'ambiente interno (e dunque anche la capsula aneroide) mostra, per qualche attimo, valori pressori differenti: un trasduttore segnala tale differenza sulla scala di lettura.

Non appena cessato il moto verticale, la pressione all'interno del sistema torna rapidamente in equilibrio con quella esterna e l'indicatore torna a zero.

La maggior parte dei variometri utilizzati per il Volo Libero è dotata, oltre che di una scala graduata, anche di un segnalatore acustico regolabile: la intensità del suono (o, in alcuni modelli la sua frequenza) è proporzionale al tasso di salita o di discesa.

L'ANENOMETRO


Figura 7-5. Alcuni tipi di anemometri utilizzati nel Volo Libero.

Misura la velocità dell'aria che lo investe (a terra misura il vento, in volo la velocità relativa all'aria).

Ne esistono di moltissimi tipi, più o meno precisi e più o meno costosi.

Ve ne sono alcuni che si basano sulla pressione dinamica (tanto maggiore quanto maggiore è la velocità dell'aria) ed altri che si basano su quella statica (tanto minore quanto maggiore è la velocità dell'aria).

Tra i primi ricordiamo quello più semplice, costituito da un cilindro verticale graduato con un cerchietto mobile all'interno ed un forellino di "presa diretta" che deve essere orientato contro la direzione dell'aria (o del moto).

Sempre al primo tipo appartiene anche l'anemometro manuale sormontato da un "girello" con tre semisfere cave orientate nello stesso senso: l'aria mette in rotazione il "girello" ad una velocità che è proporzionale a quella dell'aria stessa e l'immancabile scala graduata consente la lettura.

I modelli che misurano la pressione statica (di diretta derivazione aeronautica) sfruttano l'effetto Venturi creato dall'aria costretta a scorrere in un tubicino a sezione biconica.

Data la bassa gamma di velocità coperte dalle nostre ali e la notevole sensibilità che è possibile sviluppare abituandosi ad "ascoltare" il vento con le orecchie, è forse il più superfluo degli strumenti citati. Può essere utile farselo prestare qualche volta per "tarare" il proprio anemometro acustico.

LA RADIO RICETRASMITTENTE

È uno strumento divenuto obbligatorio, nell'ambito dei programmi di Istruzione FIVL, almeno durante i primi dieci voli alti, ed è molto utile quando si vogliano fare voli di distanza in gruppo; non possiamo ovviamente pretendere in questa sede di spiegarne i principi di funzionamento, tuttavia ricordiamo che bisogna considerare le radio come uno strumento di sicurezza e non come un mezzo di comunicazione delle emozioni, quindi:
  • Informiamoci delle frequenze in uso nelle diverse zone di volo che frequentiamo.
  • Parliamo in radio solo se è indispensabile e con messaggi brevi e chiari.
  • Usiamo cortesia con eventuali altri utilizzatori e, se richiesto, modifichiamo la nostra frequenza di trasmissione.
Per essere in regola con la legge si dovrebbero utilizzare esclusivamente le piccole ricetrasmittenti "giocattolo", poste in libera vendita nei negozi del settore, e dotate di una potenza estremamente limitata: la speranza, in questo periodo di "crescita e maturazione" del nostro sport è che le competenti autorità ci assegnino una frequenza radio specifica sulla quale operare con strumentazioni idonee (magari dopo l'eventuale conseguimento di brevetto apposito) così come è già avvenuto in altri paesi.