Manuale di Volo Libero

Capitolo 4 - CENNI DI METEOROLOGIA

DIREZIONE ED INTENSITÀ DEI VENTI

SCALA DELL'INTENSITÀ DEL VENTO (Beaufort)

Scala Velocità del vento Denominazone Riconoscimento Volo libero
Nodi Km/h m/sec Al suolo Al mare
0 0 0 0 Calma Fumi verticali Liscio Vento debole
1 1-3 1.6 0.3-1.5 Bava di vento Fumo inclinato;
bandiere ferme
Increspato
2 4-6 7-11 1.6-3.4 Brezza leggera Foglie stormiscono
e bandiere si muovono
Piccole onde Vento medio
3 7-10 12-19 3.4-5.4 Brezza terra Foglie e ramoscelli
in movimento;
bandiere sventolano
Piccole onde; creste sparse
4 11-16 20-29 5.5-7.9 vento moderato Polvere sollevata,
ramoscelli oscillano
Onde;
creste ferquenti
5 17-21 30-39 8.0-10.7 Vento teso Piccoli alberi oscillano Onde ampie;
creste frastagliate
Max per parapendio
6 22-27 40-50 10.8-13.8 Vento fresco Fili telegrafici sibilano Onde ampie;
creste spumose
Max per delta veloci
7 28-33 51-62 13.9-17.1 Vento forte Alberi oscillano;
difficile camminare controvento
Cumuli ondosi;
strisce di schiuma
OFF LIMIT!
8 34-40 63-75 17.2-20.7 Burrasca moderata Rami rotti;
disturbo al traffico stradale
Onde lunghe;
dense strisce di schiuma nel vento
9 41-47 76-87 20.8-24.4 Burrasca forte Leggeri danni agli edifici Creste ondose che si rompono, visibilità ridotta
10 48-55 88-102 24.5-28.4 Tempesta Alberi sradicati Mare bianco; visibilità quasi nulla
11 56-63 103-117 28.5-32.6 Fortunale Gravi danni diffusi Navi scompaiono dietro le onde
12 >63 >117 >32.7 Uragano Disastro Aria satura di schiuma
Tabella 4-2. L'intensità del vento viene misurata e definita in modi diversi: la scala di Beaufort è ampiamente utilizzata in aeronautica ed in marina.

Come abbiamo visto, i venti sono generati dalle differenze di pressione e temperatura che si hanno nell'atmosfera a causa del differente irraggiamento solare. Esistono però venti più o meno "grandi" e, a volte, può nascere una certa confusione che richiede un paio di precisazioni.

In quota, effettivamente, il vento si genera in base alla disposizione delle isobare (e dei movimenti ciclonici) e viene detto vento geostrofico; più in basso, però, le forze di Coriolis devono combattere con l'attrito della terra ed il vento cambia leggermente direzione: quello che scorre realmente nei primi 3-4.000 metri di quota viene detto vento meteo o vento sinottico ed è quello segnalato dalle stazioni di rilevamento e dai notiziari meteorologici. Più in basso ancora, vicino ai mari e tra le valli, si generano le brezze ed assumono importanza altri fenomeni locali come, ad esempio, il vento generato da un temporale.

Già sappiamo che quando la manica a vento ci segnala una direzione diversa rispetto a quella del vento sinottico significa che, da qualche parte nell'aria, esiste una zona di cambiamento e che tale cambiamento può essere graduale (gradiente) o brusco (wind-shear).

DIREZIONE ED INTENSITÀ

Per convenzione la direzione del vento coincide con la direzione di provenienza e, su questa base, i venti sinottici vengono classificati secondo la rosa dei venti, di antica memoria (Fig. 4-31).
L'intensità del vento è invece stata classificata da Beaufort ed è importante conoscere bene almeno i primi livelli, quelli compatibili con il Volo Libero (Tab. 4-2).

Figura 4-31.La Rosa dei Venti, utilizzata da millenni per indicare la direzione (di provenienza) dei grandi venti.

VENTI LOCALI

In Italia (come in altre regioni) rivestono una notevole importanza i venti locali (da non confondere con i fenomeni locali sopraccitati); a questa categoria appartengono:

  • La Bora: vento freddo ed impetuoso che proviene da Nord-Est.
  • La Tramontana: vento freddo ed asciutto proveniente da Nord Nord-Ovest e che d'inverno può interessare l'intiera penisola.
  • Lo Scirocco: vento caldo ed umido, spesso carico di sabbia, che giunge da Sud-Est.
  • Il Libeccio: vento tiepido che spira da Sud-Ovest.
  • Il Föhn: vento secco e caldo che, nei mesi invernali, discende dalle alpi ed interessa la pianura padana.

LO STAU ED IL FÖHN

Il Föhn, ed il suo vento genitore, lo Stau, si formano quando una massa d'aria diretta da una zona di alta pressione ad una di bassa, incontra una catena montuosa estesa, che non può essere aggirata (dalle nostre parti questo si verifica nel caso delle Alpi).

Durante il superamento della montagna si ha una fase di sollevamento forzato ed una di successiva discesa. Nella fase di salita la massa, umida e satura, si raffredda secondo quello che abbiamo imparato a conoscere come il gradiente adiabatico saturo (che per la ricchezza di umidità assoluta può scendere fino a 0,5° C ogni 100 mt.).
Nella successiva fase di discesa l'aria, divenuta più secca per tutta l'acqua lasciata sull'altro versante, si scalda invece con il gradiente Adiabatico Secco (1° C ogni 100 mt), giungendo al suolo di qualche grado più calda rispetto alla pari quota dell'altro versante (Fig. 4-32).

Il vento umido proveniente da Sud causa, sul versante italiano delle Alpi, lo Stau (tempo brutto), mentre il vento proveniente da Nord dà luogo al Föhn, vento caldo, ma di caduta, non adatto al Volo Libero. Il Föhn viene invece "utilizzato" dagli alianti che riescono a sfruttare le "Onde Atmosferiche" generate dal forte Vento da Nord.

Figura 4-32.Lo staü ed il fühn: caratterizzato da precipitazioni il primo, da aria calda ed asciutta il secondo.